Ce lo siamo chiesti tutti almeno qualche volta nella vita, ma perchè si continua a investire in arte moderna e contemporanea? Cosa ci spinge a acquistare opere d'arte, a destinare parte di un budget allo scopo, evitando magari di acquistare altri beni materiali?
La risposta è si nella passione, nel piacere di godersi un'opera d'arte in salotto, ma molte sono le passioni i cui costi corrispondono proporzionalmente a ciò che materialmente si acquista.
Per dirla tutta un appassionato di auto d'epoca pagherà pure una certa somma per un'automobile, ma in cambio avrà pur sempre un motore, una carrozzeria, un telaio eccetera. Nel mondo dell'arte il delta fra il prezzo e il bene acquistato tende a dilatarsi sempre di più, perciò si arriva a pagari cifre astronomiche per un taglio su una tela.
Ciò che muove il collezionista è il suo alter ego da investitore. Tutti i collezionisti, chi più chi meno, sono attratti dall'acquisto di un'opera d'arte soprattutto per il nome dell'artista. Certamente c'è della gratificazione nell'abbracciare un pensiero artistico, nell'approfondire il perchè di quei tagli sulla tela, ma si gode molto anche nel sapere che l'arte ha un mercato e, muovendocisi bene, si può trarre un guadagno da quell'opera o perlomeno avere un ritorno sicuro sul capitale investito.Molto interessante risulta questo articolo uscito su Artnet News in cui si analizza il rendimento del mercato dell'arte, mettendolo in relazione all'indice S&P550, all'oro e al mercato immobiliare.
Il grafico è un'anticipazione, se volete cimentarvi nella lettura in lingua inglese vi invito a approfondire sul link riportato poco più su oppure qui.
Godere serenamente del piacere di collezionare oggetti e arte, con un occhio attento all'aspetto economico di questa grande passione.
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